Raccolta Ottocentesca di Canti Popolari Marchigiani
-
- Italienisch ausgewählt
15,99 €
inkl. gesetzl. MwSt.,
- Kostenlose Lieferung ab 30 € Einkaufswert
- Versandkostenfrei für Bonuscard-Kund*innen
Beschreibung
Produktdetails
Einband
Taschenbuch
Erscheinungsdatum
23.12.2022
Verlag
Independently PublishedSeitenzahl
172
Maße (L/B/H)
22,9/15,2/1,1 cm
Gewicht
218 g
Sprache
Italienisch
EAN
9798370958540
La Raccolta Ottocentesca di Canti Popolari Marchigiani, si configura come un'opera monumentale di recupero e valorizzazione del patrimonio immateriale della regione Marche. In una terra distesa tra l'asprezza dell'Appennino e le mutevoli onde dell'Adriatico, la storia, i valori e i sentimenti delle classi subalterne non sono stati affidati ai documenti scritti, ma alla voce. Il canto, in particolare, ha rappresentato la vera colonna sonora della secolare civiltà contadina: stornelli, rispetti, serenate e canti di lavoro scandivano le fatiche della mietitura, il ritmo inesorabile delle stagioni e le lunghe veglie invernali attorno al focolare domestico.L'antologia rende omaggio a tre pionieri assoluti dell'etnografia italiana: Oreste Marcoaldi, Caterina Pigorini Beri e Carlo Gargiolli. Animati da una febbrile urgenza, questi studiosi si assunsero l'arduo compito di "stenografare" e salvare dall'oblio un patrimonio inestimabile, un attimo prima che la travolgente ondata della modernità lo cancellasse inesorabilmente.La prima colonna portante dell'opera è costituita dal lavoro di Oreste Marcoaldi (1825-1898), esule fabrianese che, nel 1855, diede alle stampe a Genova i suoi Canti popolari inediti umbri liguri piceni piemontesi latini. Marcoaldi trasformò il canto di tradizione orale in un documento filologico e dialettologico rigoroso. Egli non si limitò a registrare i testi, ma li corredò di minuziosi commenti, evidenziandone la purezza lirica e individuando nell'endecasillabo il verso principe. La sua analisi mise in luce la "potente economia di parole" tipica dei canti italiani, paragonati a "lampi che abbarbagliano e via", prova di un'immaginazione calda e concisa, dissimile dalle lunghe narrazioni popolari europee.A fargli eco è l'opera sensibile di Caterina Pigorini Beri (1845-1924), giunta giovanissima nelle Marche. Folgorata dal dialetto locale, da lei definito come "una lingua dolcissima, colle forme, le dolcezze, le eleganze della pretta lingua italiana", si addentrò nelle montagne del camerinese. Nel saggio Costumi e superstizioni dell'Appennino marchigiano (1889), raccolse dalla viva voce dei contadini stornelli, canti nuziali e le affascinanti dinamiche del "canto a batocco". Ebbe il grande merito di rivelare l'essenza dell'"amore marchigiano" un sentimento "discreto, tenero, profondo, fedele, con la sua leggiera tinta di paganesimo", calato in una quotidianità rurale dove la poesia era conforto.Il terzo pilastro è rappresentato dal filologo fiorentino Carlo Gargiolli (1840-1887), Provveditore agli studi per le province di Ancona e Pesaro. Egli comprese acutamente che il patrimonio favolistico e canoro non era una mera curiosità marginale, bensì una fonte storica primaria. Nel 1878 pubblicò a Fano le Novelline e Canti popolari delle Marche, compiendo uno dei primi e più sistematici tentativi di conservare la memoria di una civiltà che, entrando nella modernità, rischiava di smarrire la propria voce e la propria esperienza del mondo. L'edizione si rifiuta di confinare questo materiale in un "assurdo museo della memoria" permeato di passata nostalgia. Seguendo i moderni principi di salvaguardia culturale, il curatore rilancia questo patrimonio nel presente affinché continui a parlare ed emozionare. Disegni e note esplicative ridanno corpo e colore a "sguardi complici, fatiche nei campi e sfide lanciate a voce spiegata", smontando l'immagine edulcorata del mondo rurale per restituirgli la sua viscerale umanità. La Raccolta Ottocentesca di Canti Popolari Marchigiani si erge a ponte tra 2 secoli. Essa offre al lettore contemporaneo non dei freddi fossili letterari o etnografici, ma l'anima più verace, arguta e appassionata delle Marche. Un piccolo ma inestimabile tesoro antropologico e letterario che torna finalmente a vivere, restituendo il canto a una terra che, per secoli, ha affidato ai propri versi il senso ultimo
Noch keine Bewertungen vorhanden
Verfassen Sie die erste Bewertung zu diesem Artikel
Helfen Sie anderen Kundinnen und Kunden durch Ihre Meinung.
Kurze Frage zu unserer Seite
Vielen Dank für Ihr Feedback
Wir nutzen Ihr Feedback, um unsere Produktseiten zu verbessern. Bitte haben Sie Verständnis, dass wir Ihnen keine Rückmeldung geben können. Falls Sie Kontakt mit uns aufnehmen möchten, können Sie sich aber gerne an unseren Kund*innenservice wenden.
zum Kundenservice