Come batteva il tamburo Piccola città, non avrai il mio scalpo
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Sprache:Italienisch
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Produktdetails
Format
ePUB 3
Kopierschutz
Nein
Family Sharing
Ja
Text-to-Speech
Ja
Erscheinungsdatum
07.04.2026
Herausgeber
Bruno OsimoVerlag
Bruno OsimoSeitenzahl
278 (Printausgabe)
Dateigröße
6340 KB
Sprache
Italienisch
EAN
9791281358911
- La cronaca di un'occupazione. L'ex caserma Sirtori, il 29 ottobre 1977. Un gruppo di giovani entra, la ripulisce, la decora, la trasforma in un laboratorio di utopia. Per tre giorni, tra assemblee, concerti, discussioni e poesie, quel luogo diventa il simbolo di un desiderio collettivo: una città più viva, più giusta, più libera.
- Il ritratto di una generazione. Tra indiani metropolitani, femministe, musicisti, militanti e sognatori, Federico Bario racconta chi erano, cosa volevano, cosa li univa e cosa li divideva. E lo fa con l'ironia di chi sa che i sogni, talvolta, si infrangono - ma non per questo smettono di essere veri.
- La colonna sonora di un'epoca. Da Bob Dylan a Frank Zappa, dai Beatles ai Pink Floyd, dal jazz di Thelonious Monk alla canzone d'autore di Guccini e De Gregori: il libro è anche un viaggio nella musica che ha attraversato e cambiato il mondo.
- Un affresco della provincia italiana. Le fabbriche, i bar, le librerie, le osterie, il lungolago, la gelateria, il negozio di dischi: un mondo che non c'è più, raccontato con la precisione di chi lo ha vissuto e l'amore di chi lo ricorda.
- Le voci dei protagonisti. Testimonianze dirette di chi c'era: Angelo Cupini, Tiziana Spada, Lionello Colombo, Corrado Colombo. Racconti che si intrecciano e si completano, restituendo la complessità di un'esperienza collettiva.
- Un viaggio nella memoria. Non solo cronaca, ma riflessione: cosa è rimasto di quegli anni? Cosa è andato perduto? E cosa può ancora insegnarci, oggi, quella stagione di ribellione e creatività?
- Perché gli anni Settanta non sono solo storia. Le domande di allora - il diritto al tempo libero, la ricerca di spazi di aggregazione, il desiderio di una cultura accessibile a tutti, la lotta contro un sistema che emargina e omologa - sono ancora, dolorosamente, attuali.
- Perché la provincia non è un deserto culturale. Anche lontano dalle grandi città, anche tra le montagne e i laghi del Nord, sono nate esperienze straordinarie, di cui oggi resta poca memoria. Questo libro le riporta alla luce.
- Perché la memoria è un atto politico. Raccontare il passato non è nostalgia. È un modo per capire chi siamo stati, e per decidere chi vogliamo essere.
- Perché è un libro che si legge come un romanzo. Personaggi vividi, dialoghi serrati, scene di vita collettiva, colpi di scena, amori e tradimenti, speranze e delusioni. E una scrittura che mescola cronaca e poesia, ironia e commozione.
- Ai lettori che vogliono capire gli anni Settanta dal di dentro.
- A chi è cresciuto in provincia e sa cosa significa "tedio a morte".
- Agli appassionati di musica, che troveranno una mappa sonora di un'epoca.
- A chi cerca storie vere, raccontate con il cuore e con la testa.
- A chi crede che la memoria sia un bene prezioso da custodire.
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