Centro di realizzazione della più importante produzione bronzistica in Italia dopo Firenze, nel Rinascimento Padova seppe trasformarsi in fucina di innovazione per alcuni dei più grandi maestri nell'arte della fusione. Tra le figure di spicco Donatello, autore di alcuni dei più celebri manufatti in bronzo della città, tra i quali il Crocifisso e l'Altare custoditi nella Basilica del Santo, cui si aggiunge il Monumento equestre a Gattamelata, che accoglie il visitatore marcando l'angolo del sagrato. L'artista fiorentino, però, non è che l'iniziatore di una produzione che per tre secoli vide una straordinaria fioritura, grazie a personalità che seppero rinnovare soggetti e tecniche. Candelieri, alari, calamai, lucerne, bruciaprofumi, piccoli animali, satiri e mostri ornavano gli studi degli umanisti che ne costituivano la committenza; si riprendevano temi archeologizzanti, si coglievano spunti letterari classici, si registravano commissioni di opere monumentali. Spunti a cui guardarono gli scultori più giovani capaci di portare quest'arte fino a Seicento inoltrato.
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