Zio Vanja versione filologica per il teatro
-
- Einzelkauf Download ausgewählt
-
Sprache:Italienisch
1,99 €
inkl. gesetzl. MwSt.Beschreibung
Produktdetails
Format
ePUB
Kopierschutz
Nein
Family Sharing
Ja
Text-to-Speech
Ja
Erscheinungsdatum
21.09.2024
Verlag
Bruno OsimoSeitenzahl
(Printausgabe)
Dateigröße
57 KB
Übersetzt von
Emanuele Zambuto + weitere
Sprache
Italienisch
EAN
9791281358492
Fermo restando che un testo del 1896 non può avere di solito lo stesso registro e lo stesso lessico di un testo del 2024, le frasi devono suonare verosimili in bocca a chi le pronuncia.
Questa è stata la nostra preoccupazione principale traducendo il capolavoro di Cechov.
L'altra dominante è stata il rigore filologico. Quando si traduce un gigante, non solo letterario ma anche filosofico e umano, bisogna mettere da parte - se necessario: con Cechov a noi è successo molto di rado - il proprio gusto personale e lasciar emergere quanto possibile la poetica dell'originale.
Il dramma è costruito intorno alla figura di un uomo tanto inutile quanto pieno di sé, Serebrâkóv, docente universitario che è riuscito a convincere tutti intorno a sé - sia in casa che nel mondo accademico - di valere, di avere delle idee, di avere studiato e di avere qualcosa da insegnare. Anche nella tenuta dove è ambientato il dramma, finora tutti hanno vissuto per lui, e durante il dramma si ha lo svelamento, lo smascheramento, a opera proprio di zio Vanâ. («Vanâ» è il vezzeggiativo di «Ivàn», nell'elenco dei personaggi è citato come Ivàn Petróvic Vojnìckij, e nel corso di tutto il dramma le battute del personaggio sono indicate come «Vojnìckij».)
A margine di questo motivo ci sono due amori impossibili. La donna più bella del dramma ha deciso di "suicidarsi" da viva o di punirsi sposando il trombone assai più vecchio Serebrâkóv, ma in realtà segretamente ama, ricambiata, il medico Àstrov, un alter ego di Cechov stesso, ma per motivi etici non vuole cedere al corteggiamento di lui. E la nipote di Vànâ, Sóf'â Aleksàndrovna detta Sónâ, è invece perdutamente innamorata di Àstrov, che non la considera, ma lei finge di non accorgersene e le va bene così, sceglie questa sua condizione di amante respinta come sua condizione permanente, stabile, come sua ragione di vita. La sua nevrosi - come quella di Eléna Andréevna - fa sì che la sua realizzazione come persona consista nel non riuscire a essere felice, nel non perseguire la felicità ma la sofferenza.
Quando la bolla di Serebrâkóv viene smontata da zio Vanâ, la percezione esterna generale è però che quello "spostato" sia Vanâ, non il professore narcisista. Il narcisismo, l'autoreferenzialità sono perdonati, e invece è duramente sanzionato il suo svelamento.
L'unica persona seria che esce quasi immune dalla vicenda è Àstrov, che si preoccupa del futuro (di noi oggi), e pianta boschi per le generazioni a venire, perché ha già capito quello che succederà con l'industrializzazione selvaggia. In un certo senso ha già capito la deforestazione e il buco dell'ozono. Ma non per questo è più felice, e tutti lo considerano un bislacco, e lui si dà all'alcol per obnubilare questa dura realtà.
In Cechov c'è sempre questo contrasto tra apparenze elevate e basso cabotaggio delle aspirazioni effettive. C'è sempre qualcuno che suona o canticchia motivetti stupidi, qualcuno che dice cose ovvie o proverbiali. Il proverbio, la frase fatta, è un artificio che Cechov usa per rivelare la póšlost', la trivialità, la volgarità della cultura dominante. Perché Cechov non nasconde mai il mistero dell'esistenza né a sé stesso né a noi e, lungi dal farne motivo di superstizione religiosa, sa di non sapere e cerca di mettere a nudo la nevrosi dell'uomo
civilizzato, la psicopatologia della vita quotidiana.
Questa versione è stata realizzata dagli studenti del secondo (ultimo) corso 2023-2024 della laurea magistrale in traduzione presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli», sotto la supervisione di Bruno Osimo.
Noch keine Bewertungen vorhanden
Verfassen Sie die erste Bewertung zu diesem Artikel
Helfen Sie anderen Kundinnen und Kunden durch Ihre Meinung.
Kurze Frage zu unserer Seite
Vielen Dank für Ihr Feedback
Wir nutzen Ihr Feedback, um unsere Produktseiten zu verbessern. Bitte haben Sie Verständnis, dass wir Ihnen keine Rückmeldung geben können. Falls Sie Kontakt mit uns aufnehmen möchten, können Sie sich aber gerne an unseren Kund*innenservice wenden.
zum Kundenservice